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Sono Pier Ezio, ho 70 anni e sono candidato sindaco per la città di Voghera, la mia città.

La mia storia inizia qui, divisa tra la mia professione di una vita e il legame con i quartieri e le vie di quella che oggi posso tornare a chiamare casa.

Ho passato molti anni a Milano per lavorare prima nel campo dell’organizzazione e delle risorse umane, poi come direttore marketing per una multinazionale statunitense e come Amministratore Delegato di una società nel mondo dell’Internet. Infine, ho terminato la mia carriera come Direttore Generale di Linea Più, azienda specializzata nella vendita di gas, energia elettrica e impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Lontano da casa ho anche incontrato l’amore: erano gli anni ’80 quando conobbi la mia amatissima moglie Marisa, che oggi rappresenta la mia famiglia insieme a nostro figlio Riccardo.

La storia della mia famiglia di origine è profondamente legata al contesto politico vogherese: il fratello di mio nonno è stato sindaco di Voghera, prima che le camicie nere lo cacciassero da Palazzo Gounela e prendessero il potere. Il mio desiderio oggi è quello di rendere onore alla sua memoria, cercando nella vita di tutti i giorni di essere un cittadino fieramente antifascista e con un alto rispetto delle Istituzioni, in cui tutti dobbiamo riconoscerci. È quello che sono, sono miei ideali con i quali sono cresciuto e in cui ancora oggi credo fortemente.

Ricordo ancora quando mio padre mi portava ai comizi politici cittadini, raccontandomi l’importanza di una politica fatta dalle persone per le persone, un luogo e un modo di agire in cui il singolo debba essere a disposizione della sua comunità.

Negli ultimi cinque anni sono stato Consigliere comunale: anni bellissimi ma altresì impegnativi, in cui ho sempre svolto con passione e impegno il mio ruolo di opposizione, a volte anche dura e senza sconti, ma sempre e solo nell’interesse di tutti, senza distinzioni. Ad oggi, posso dire orgogliosamente di essere il Consigliere comunale che ha fatto più chilometri, consumando le suole nella città e nei quartieri di Voghera.

Oggi mi candido a sindaco di Voghera per ridare voce proprio a voi, ai miei concittadini, perché voglio immaginare una Voghera che tra dieci anni possa essere definita una smart city: una città partecipata in cui siano i cittadini ad essere protagonisti, e non le élite politiche. Una città in grado di utilizzare i fondi che arrivano dalla Comunità Europea e in grado di mettere le proprie competenze a disposizione di tutto l’Oltrepò.

Una città che non viene ascoltata è una città che non può crescere.

Io sono qui perché, come sempre, sono pronto ad ascoltarvi, sono pronto a ridarvi voce, sono pronto a far crescere Voghera e a farla diventare Una Città. Per tutti.

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